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12 attivisti dei diritti delle donne in carcere di Evin in Teheran

venerdì 27 marzo 2009, di admin

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Dopo il Premio da parte Feminist majority Foundation arriva anche questa notizia!

Ieri in occasione del anno nuovo iraniano che è cominciato dal 21 marzo(Primavera), 12 attivisti della campagana di un milione di firme e le madre di pace volevano visitare le famiglie di due attiviste, Nariman Mostafavi studente attivista del Politechnico di Teheran e Mansour Osanlou, capo della commissione esecutiva del Sindacato dei Lavoratori, che sono in carcere e volevano visitare anche la famiglia di dottoressa Zahra Baniyaghub che è morta il 13.ottobre 2007 nel carcere di Hamadan in circostanze non chiari .
Loro nel momento del appuntamento e prima delle visite sono stati arrestati e portati alla prigione di Evin.

Le persone arrestate sono Khadije Moghaddam, Delaram Ali, Leila nazari,Mahbubeh Karami,Farkhondeh Ehtesabian,Bahar Behravan, Ali Abdi,Amir Rashidi,Mohammad Shurab,Arash NasiriEghbali, tutti attivisti della campagna di un milione di firme e Shahla Frouzanfar e Soraya Yousefi del gruppo le madri di Pace.

Secondo le notizie da parte dei familiari delle persone arrestate, questi attivisti per i diritti delle donne sono stati trasferiti prima alla stazione di polizia Niloofar, poi alcune sono state adottate per stazione di polizia di Galoobandak e poi tutti sono stati trasferiti al carcere di Evin. Attualmente tutti questi attivisti sono detenuti al carcere di Evin.

Secondo le notizie dei familiari che erano presenti al di fuori delle stazioni di polizia e che hanno avuto qualche minuto a parlare con le persone arrestate, questi attivisti per i diritti delle donne si trovano ad affrontare due accuse, tra cui: interruzione della pubblica opinione e la perturbazione di ordine pubblico. Inoltre una cauzione per garanzia di un terzo con un lavoro statale e un importo di 50 milioni di Tomans (circa $ 50000). Va notato che, terzo garanzia che prevede la garanzia fornita da un dipendente dello stato rende difficile post cauzione e, come tale, il detenzione di questi attivisti può essere prorogato inutilmente.

Un attivista per i diritti delle donne che era sul luogo di arresto ha spiegato che: "avevamo progamato un appuntamento inVia Sohrevardi in modo che potevamo andare a visitare alcune delle famiglie di carcerati attivisti politici e sociali in occasione del nuovo anno. Quando siamo arrivati al nostro luogo del appuntamento, ci siamo affrontati con la polizia e gli agenti di sicurezza che hanno scattato le foto e video di noi e scrivevano i numeri di targa dei nostri veicoli. Noi abbiamo iniziato ilviaggio verso le indrizzi che volevamo andare prima degli altri, ma il nostro viaggio verso la casa delle attiviste sociale in carcere i nostri amici ci hanno contattato per telefono a riferire che essi sono stati arrestati da agenti di sicurezza. "

E ’consuetudine che in occasione del Capodanno iraniano, che coincide con il primo giorno di primavera, amici e membri della famiglia visita l’un l’altro. Attivisti per i diritti della donna visita come abitudine le famiglie dei carcerati attivisti politici e sociali, come una dimostrazione di solidarietàe di sostegno per i carcerati e per le loro famiglie..Un tradizione cosi importante non può essere un delito!!

http://www.milionedifirme.blogspot.com/

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